A.A.A. Problemi di cuore risolvesi……

Ma quanto è grande il cuore di questi nostri “animali”?……Affetto incondizionato su un fondo di fedeltà, grandi scorte di abnegazione, coraggio a dismisura e tanta tanta pazienza…… insomma! un cuore veramente grande se deve contenere tutto questo ed ,a volte, anche di più. Certo un cuore così non è facile! Un cuore del genere da tenere in allenamento tutti i giorni poi: esercitandolo con questi “padroni che non capiscono” e tutti i giorni è nuovo affetto, tutti i giorni nuova fedeltà coraggio e pazienza: pare non stancarsi mai. Certo un cuore così merita di essere trattato dal tesoro che è, curato e protetto anche dal punto di vista medico perchè i “problemi di cuore” non sono soltanto quelli sentimentali. La filariosi cardio-polmonare e’ una malattia causata da un parassita (Dirofilaria immitis), trasmessa da un cane all’altro mediante una semplice puntura di zanzara. Il parassita incriminato quando è adulto vive all’interno del cuore e delle arterie polmonari, raggiungendo una lunghezza di anche 20-25 cm (…provate ad immaginare uno spago della stessa lunghezza dentro al cuore e le eventuali conseguenze!). In fase larvale, invece, vive libera in tutto il sistema circolatorio data la sua forma microscopica. Quando una zanzara punge un cane che ospita le filarie, le larve vengono aspirate dall’insetto. Questi astuti parassiti, poi, si sviluppano all’interno delle sue ghiandole salivari e diventano capaci di infestare un altro cane, quando la stessa zanzara andrà a pungerlo. Sappiamo che una volta entrate nel nuovo cane le larve iniziano una migrazione che dura 6-7 mesi e che le porta dai tessuti periferici al cuore, dove diventeranno adulte e cominceranno a produrre a loro volta nuove larve, ricominciando il ciclo. La filariosi cardio-polmonare e’ una malattia subdola ed inizialmente senza sintomi, poiché i danni che il cuore subisce a causa della presenza dei vermi al suo interno sono graduali e progressivi nel tempo. Purtroppo infatti in molti casi non vengono addirittura notati se non quando la malattia e’ gia in stadio avanzato. Debolezza, difficoltà respiratoria, affaticabilità, tosse, perdita di peso e di appetito sono i segni più comuni di questa malattia; è per questo che sono normalmente i proprietari dei cani da caccia o da tartufi o comunque sportivi i primi ad accorgersi che qualcosa potrebbe non andare, data la costante osservazione delle performance atletiche dell’animale e della conseguente loro diminuzione. Nei cani da compagnia o in quelli che comunque fanno poco movimento i sintomi possono non essere notati anche per 2 o 3 anni e in questo periodo i soggetti colpiti funzionano come dei serbatoi di infestazione per gli altri. La filariosi cardio-polmonare non e’ però una malattia inguaribile. Esiste una cura per eliminare i parassiti adulti, un protocollo che si prefigge di ucciderli all’interno del cuore. Se questi sono rimasti nell’organo per tempi molto lunghi, il cane resterà comunque un cardiopatico, per sempre. I danni che possono essersi generati alle valvole e alle pareti del cuore stesso sono infatti, irreversibili. E’ possibile prevenire questa malattia, somministrando prodotti specifici che uccidono le larve iniettate dalle zanzare infette prima che inizino la loro migrazione verso il cuore. Più spesso si tratta di prodotti ad uso orale, da somministrare una volta al mese nel periodo da maggio ad ottobre compreso, ovvero nel periodo in cui sono presenti le zanzare. Prima di somministrare tali medicinali, e’ sempre indispensabile fare un prelievo di sangue per accertare che il cane non abbia già contratto la malattia, nel qual caso e’ necessario prima eliminare gli adulti dal cuore e solo dopo iniziare la prevenzione mensile. Poiché l’effetto di questi prodotti e’ retroattivo (ovvero ogni somministrazione serve ad uccidere le larve inoculate dalla zanzara nei 30 giorni precedenti), nel caso che il mese di ottobre si presentasse con una temperatura ancora mite e si notassero zanzare nonostante la stagione avanzata, e’ opportuno somministrare ancora una dose di prodotto a novembre. Ma non finisce qui, inutile per il bel felino d’appartamento sorridere sotto i baffi: i cani non sono gli unici potenziali bersagli. Recenti studi hanno accertato infatti che anche i gatti possono essere infestati dalle filarie, anche se il tasso di prevalenza del gatto resta incredibilmente più basso rispetto a quello del cane. I gatti attraggono meno le zanzare rispetto ai cani, quindi il numero di zanzare infette che pungerà il gatto sarà minore- Inoltre non tutti i gatti punti da zanzare infette saranno a loro volta infetti- Nei gatti infestati il verme vive un periodo di tempo pari alla metà di quello del cane, 2-3 anni nel gatto, 5-7 anni nel cane- Nel gatto infestato saranno presenti un numero minore di parassiti e la presenza della filaria nel sangue è transitoria, nel senso che scomparirà dopo poche settimane. Nella diffusione in una determinata area geografica, rientra anche il tipo di zanzara, non tutte le zanzare possono infatti trasmettere la filariosi nel gatto, e rispetto al cane, sono poche le specie di zanzare che vi si alimentano,.Quindi chi fa la differenza
non è il tipo di parassita o il ciclo biologico, pressoché uguale nel gatto e nel cane, ma è la risposta dell’ospite, senz’altro il gatto è dotato di una innata resistenza verso l’infestazione. Allarmismi dunque?…..no, grazie! Oggi non servono più. Solo una buona dose di responsabilità ed un salto dal veterinario di fiducia, test e prevenzione renderanno i nostri animali più sani e felici e se non potremo evitare loro i “problemi di cuore” della bella ingrata cagnetta o del seduttore di razza….beh!, riusciremo almeno a ridurre i rischi dal punto di vista medico.

Dott.ssa Elisa Davini – Dott. Oscar Pellegrini

Submit a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>