Aiuto una zecca !!! …

Aiuto, una zecca!!!…..
Finalmente ci siamo! Sole vero, che cresce dalle fronde filtranti dei giardini. Colori e luci che svegliano le giornate col profumo di natura ed immagini di pinete e bucoliche scampagnate da percorrere col fedele compagno poi……Aiuto, una zecca!!!…. E di colpo la bella stagione si tinge d’ansia lungo i ritorni dalle tiepide passeggiate col nostro amico. Il sapore della primavera, con l’aumento della temperatura tipico della stagione, risveglia dalla quiescenza invernale anche organismi come le zecche, riportandole a nuova energia. Le zecche sono ectoprassiti (parassiti esterni) di colore bruno-grigiastro, grandi approssimativamente come una lenticola, si nutrono del sangue degli ospiti e rappresentano una delle minacce parassitarie più temute dai proprietari. Negli ultimi anni, infatti, il problema dei parassiti dei nostri amici a quattro zampe, è sempre più sentito, specialmente in considerazione dello stretto rapporto di convivenza con cani e gatti, questi infatti occupano insieme a noi gli spazi vitali della casa e in quest’ottica, la lotta agli ectoparassiti, diviene in un certo modo un atto di difesa del territorio comune. Difendere i nostri beniamini, significa dunque, anche difendere il nostro ambiente di vita da una serie di fastidi e disagi. Una volta abbandonate le profondità del terreno dove hanno trascorso il letargo invernale, queste “parenti strette dei ragni” (come Aracnidi ne condividono la stessa classe zoologica) iniziano subito la loro caccia all’ospite sfruttando tutte le vie che le circostanze presentano loro. Talora veicolate da “soggetti serbatoio” come topi, ricci, uccelli etc…, altre volte lasciandosi cadere da piante, vasi e terrazze coltivate o, ancora, risalendo attivamente sulle zampe, raggiungono la loro meta, introducono la testa nella cute dell’animale, al quale rimangono attaccate grazie alla presenza di una sorta di rostro boccale e si nutrono succhiandone il sangue, respirando tramite particolari strutture canalicolari che si aprono all’esterno. Dopo l’accoppiamento, le femmine gravide, si lasciano cadere a terra per deporre le uova, che hanno un guscio molto resistente anche a molti prodotti antiparassitari in commercio. Le giovani zecche appena nate restano in attesa di arrampicarsi su qualche animale e possono rimanere senza cibo anche per periodi molto lunghi; quando riescono a salire su un ospite si riempiono di sangue, si accoppiano ed il ciclo ricomincia. Quando la temperatura esterna scende sotto i 10-12 gradi o sale sopra i 25-30, o quando c’è poca umidità, le zecche si rifugiano sotto terra, dove possono rimanere anche per mesi, in attesa di condizioni ambientali migliori. L’azione patogena delle zecche nei confronti di cani e gatti può essere molteplice. Innanzi tutto , la sottrazione di sangue: se i parassiti sono molti, si posso avere anemie anche di una certa entità, che possono determinare forte debolezza, ritardi nell’accrescimento, dimagrimento e morte.. In secondo luogo, le punture di zecca possono dare origine a piccole ferite e lesini cutanee a rischi di infezione secondaria. Inoltre alcune zecche possono essere portatrici di un parassita del sangue che determina una malattia detta piroplasmosi, che può provocare mancanza di appetito, febbre elevata, depressione e tremori.
E’ vero, spesso è più “la paura della paura” a rendere incerta la nostra mano: quando dietro ad ogni carezza si cela l’ignoto, il temuto spettro di quel vampiro panciuto spuntato da chissà dove, chissà quando a minacciare la tranquillità ed i gesti del nostro affetto. Ma l’amore è anche coraggio e va dimostrato. Per questo sarebbe buona norma controllare ogni sera la pelle dell’animale accarezzandone meticolosamente il mantello, lisciandolo un po’ dappertutto: così da riscontrare al tatto l’eventuale presenza dei parassiti. Particolare attenzione andrebbe poi riservata ad alcune zone in genere trascurate come le zampe (in particolar modo gli spazi interdigitali), i padiglioni auricolari, il muso e il ventre (….peraltro con grande soddisfazione del nostro amico!). . Ricordiamoci comunque che, parassita o no, possiamo sconfiggere questo nemico dall’aspetto tanto disgustante, abbiamo gli strumenti: dobbiamo solo averne la volontà. Anzitutto prevenzione: molti marchi e molte sostanze possono venirci incontro rendendo repellente la pelle del nostro animale: il consiglio del veterinario sarà quindi la prima e concreta base della nostra difesa. Poi controllo, carezziamo il nostro cane ed il nostro gatto con le modalità già descritte, sarà un modo per unire utile a dilettevole. Infine delicatezza. Se infatti qualcuno di questi acari fosse riuscito a perforare le linee difensive del nostro compagno beh!, manteniamo la calma. Basterà versare una goccia d’olio (o meglio di un qualsiasi prodotto specifico) sul punto d’infissione e delicatamente (.… delicatamente!) estrarre la zecca con una pinzetta, evitando così che la testa rimanga conficcata nella pelle. Poche cose dunque, poche ma concrete e la nuova stagione tornerà ai promessi, luminosi albori. Ed allora di nuovo luci, profumi colori e corse tra i prati. E se una zecca di lì passando ci vedrà, con atteggiamento e voce simile ad una famosa reclame pubblicitaria sarà lei a dire……Aiuto, un cane!!!

Submit a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>