Pane amore e… fantasia alimentare

Pane amore e… fantasia alimentare

PANE AMORE E….FANTASIA ALIMENTARE . Dott. Oscar Pellegrini
E’ il nostro modo di dire “ti voglio bene”. Da che mondo è mondo dividere il cibo con qualcuno significa dimostrare amore. Che sia spezzando pane, allattando da un seno, sbucciando un frutto o porgendo una vivanda è sempre un mezzo per creare legami, un simbolo di donazione: silenziose parole d’affetto. Comunichiamo così, tramite gesti innati nella nostra cultura: aldilà delle parole, nel significato, soprattutto con chi, le parole, non può capirle. Ed allora ronfanti fusa di godimento, festanti inni, latrati ed insalivati segni di gratitudine ci investono corrispondendo i nostri gesti: ci fanno comunicare. Ma non è tutto così semplice….. Certo come negare a quegli occhi supplichevoli ai piedi della tavola un minimo di quella considerazione che sono abituati ad ottenere? Come resistere alle insistenze fisiche e sonore di un “cucciolone” di 40 Kg che ha imparato come chiedere?…. Beh!, forse con un altro genere di amore: un amore coscienzioso. Un recente studio ha dimostrato che in Europa il 19% dei cani ed il 17% dei gatti sottoposti a regolare visita medica risultano obesi. Si tratta quasi sempre di un riscontro occasionale, emerso durante visite motivate da altri sintomi: a dimostrare quanto possa essere estesa, in realtà, tale condizione oltre i dati statistici rilevati. Diversi stati patologici possono giocare un ruolo causale importante: squilibri ormonali, alterazioni nervose e fisiologiche possono condurre ad obesità l’uomo come l’animale ma, per quest’ultimo, sono le condizioni etologiche e di consuetudine i principali, veri motivi. Insomma la maggior parte di cani e gatti obesi devono le loro condizioni all’abitudine ad una dieta scorretta. Abbiamo cani affaticati, che per saltare festanti addosso al proprietario devono prendere la rincorsa (…talvolta con scomodo sfracellamento al suolo di entrambi!). Felini stanchi, dispnoici ed acciambellati su un divano, sognanti i tempi in cui l’unica speranza di catturare un topo non era quella di cadergli addosso. Ma oltre a questo molto di più. L’obesità è, purtroppo, una condizione patologica vera e propria, capace di predisporre ad affezioni di diversa gravità. Ipertensione, disturbi cardio-circolatori e polmonari sono tra i primi sintomi ad osservarsi. Seguono a breve le patologie articolari, sempre peggiorative in seguito all’età ed alla continua sollecitazione sulle giunture di un peso superiore a quello per cui risulterebbero costituite. Problematiche epatiche e renali, infertilità, immunosoppressione ed infine diabete, completano il quadro dei rischi che guardano all’individuo obeso. L’obesità (cioè quando il peso dell’individuo è più del 15% eccedente rispetto alla norma) è considerabile oggi in medicina veterinaria come una delle patologie la cui prevenzione e terapia sono esclusivamente basate sulla dietetica. Prevenire significa stabilire (…non con cattiveria, ma con giudizio) una dieta corretta e bilanciata. Sia essa commerciale o casalinga (ed allora è consigliabile che la formulazione sia fatta da un veterinario nutrizionista) l’importante è che sia commisurata ai fabbisogni specifici dell’animale, che sono diversi a seconda dell’età, dello stato di salute e della attività
fisica. Prima regola è quella di evitare l’integrazione di alimenti già bilanciati. Proprio al motto “meglio di più che di meno” molti animali devono patologie anche importanti. E’ il caso, ad esempio, dei cuccioli già nutriti con alimenti bilanciati a cui vengano comunque somministrati integratori di calcio e vitamine, rischiando di indurre gravi patologie ossee. Accanto ad una buona dieta anche l’importanza di un po’ di moto che, se operato assieme al proprietario, è capace di mostrare i suoi effetti benefici anche sulla pancetta del padrone. Se la “dieta mediterranea” poi, avrà già dato i suoi rotondi effetti beh! la scelta dell’alimento è sicuramente, assieme all’intensificazione dell’esercizio, la prima fase terapeutica da considerare. Banditi dolcetti, snack ed avanzi della tavola in sostituzione di un pasto apposito e bilanciato. Esistono in commercio numerose marche di mangimi appositamente studiati per fornire meno energia e facilitare il dimagramento. Un consiglio utile per il proprietario che si trovasse a districarsi tra i mille nomi commerciali è sicuramente quello di leggere bene l’etichetta. Si dovranno scegliere quegli alimenti con ridotto tenore in carboidrati e lipidi, senza che siano ridotte le proteine e con un contenuto di fibra comunque non eccessivo. Frazionare il pasto in più somministrazioni giornaliere è un’altra indicazione utile, che eviterà inoltre uno “stress da dieta” eccessivo nel nostro amico. Poche cose quindi, niente di difficile. Molte carezze ed un po’ di fermezza possono fare miracoli, rendendo la dignità e la salute anche ai compagni più recidivi. ….E se non saranno comunque atleti beh, poco importa! Torneremo almeno a vederli correre, saltare, cacciare: misurando in carezze e non più in chili il peso del nostro amore.

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